Si è ufficialmente conclusa la prima tappa della Space Bun Fight, l'esclusiva competizione ideata da Techfood per eleggere il miglior panino della galassia. Al centro della sfida la tecnologia Space Bun, la piastra innovativa che, in meno di un minuto, racchiude e sigilla ingredienti e sapori all’interno del pane, creando un panino originale dall’inconfondibile forma “a disco volante”.
Non una semplice gara culinaria, ma un modo per scoprire e testare la versatilità del sistema Space Bun, pensato per rivoluzionare l'offerta Ho.Re.Ca. ottimizzando i tempi di servizio e offrendo un’alternativa originale al classico panino.

I sei sfidanti e le loro creazioni spaziali
La competizione ha visto confrontarsi sei diverse filosofie di ristorazione, ognuna interpretata attraverso un impasto e una farcitura differenti:
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Stefano Gauzzi (Pulp - Roma): il suo K-Porn si è rivelato essere un audace abbinamento tra un brioche bun, sovracoscia di pollo panata in stile Kentucky, coleslaw di kimchi e cipolla rossa in carpione.
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Agostino De Rosa (Sud 2.0 Burger Club - Formia): ha proposto Supremo, un panino all'olio farcito con pulled pork, insalata coleslaw, bacon croccante, patate americane fritte e cheddar.
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Giovanni Tomasello (Enigma Lounge Pub - Gioia Tauro): ha scommesso sulla tradizione con il suo Struncaburger, un bun integrale con hamburger di merluzzo dalla panatura croccante, 'nduja di Spilinga, alici, olive nere pepate e mollicata di struncatura tostata in olio di acciuga.
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Manuel Giachetta (The Mode - Auletta): ha gareggiato con il suo Carciofo Astrospaziale, un bun con semini farcito con sugo alla genovese, carciofo bianco, caciocavallo podolico e una salsa homemade.
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Giovanni Fiorillo (Toc Toc - Salerno): il suo Pulled Toc è la reinterpretazione di un classico con pulled pork, insalata iceberg, provola fritta, cipolla caramellata e salsa BBQ.
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Floriano Macrì (Saporito - Battipaglia): lo Space Bun Saporito è un pane ai cereali con straccetti di carne di bufalo scottati, rucola, mozzarella di bufala, pomodorino giallo confit e sfere di salsa teriyaki.
La Giuria: quattro sguardi complementari sul prodotto
Per valutare le creazioni dei partecipanti, Techfood ha schierato una giuria d’eccezione, dove ogni membro è specializzato
Simone Agosta (Chef Techfood) ovvero il massimo esperto della tecnologia Space Bun. Ha analizzato la precisione della sigillatura, il comportamento dei diversi impasti in cottura e l’uniformità della struttura.
Con la sua profonda conoscenza del mercato Ho.Re.Ca., Rocco Urso, agente commerciale Techfood, ha valutato la vendibilità, la facilità di servizio e la replicabilità delle ricette in un contesto di lavoro reale. .
Anche il pubblico e i social media vogliono la loro parte. Il compito dell’influencer Peppe Foodie è stato misurare il "wow effect", l'instagrammabilità e la memorabilità visiva di ciascuna proposta.
Ultimo, ma non per importanza, Marco Santoro, Chef in collaborazione con "Il panino di serie A". La firma gastronomica contemporanea. Ha giudicato la coerenza del concept, l'originalità degli abbinamenti e la costruzione del gusto in chiave street-gourmet.

I criteri di valutazione: l'arte di saper stupire
I sei professionisti in gara sono stati messi alla prova su quattro pilastri fondamentali dell’arte culinaria e gastronomica, con un obiettivo comune: stupire il proprio pubblico lasciandolo a bocca aperta.
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Gusto e bilanciamento: l'armonia tra le componenti aromatiche (dolce, salato, acido, amaro) e la persistenza del sapore al palato.
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Tecnica di sigillatura: la chiusura perfetta per garantire l'integrità del panino durante la cottura e il servizio, senza alcuna fuoriuscita.
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Creatività e concept: l'originalità dell'idea di base, sia essa legata alla tradizione regionale, al mondo fusion o al gourmet.
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Presentabilità e impatto visivo: il lato estetico, l'ordine del piatto e la sua predisposizione a catturare l'attenzione sui canali digitali.
Il verdetto: trionfa Roma, ma passano alla finale in tre
La qualità espressa durante questa prima tappa ha reso il compito della giuria estremamente complesso, portando a una classifica finale serratissima.
A conquistare il gradino più alto del podio è stato Stefano Gauzzi di Pulp Restaurant (Roma). Il suo K-Porn ha convinto all'unanimità i giudici per la straordinaria gestione delle consistenze e la perfetta fusione tra la spinta acida del kimchi e la croccantezza della panatura.
Ma, come in ogni competizione che si rispetti, non poteva mancare il colpo di scena finale: un incredibile ex aequo nelle votazioni ha portato a una doppia qualificazione per il secondo posto disponibile in finale. Si qualificano ufficialmente Enigma Lounge Bar (Gioia Tauro) con l'intenso e territoriale Struncaburger e TocToc (Salerno) con il goloso e impeccabile Pulled Toc.

La corsa per diventare il prossimo Brand Ambassador di Techfood è solo all'inizio. Continua a seguirci sui nostri canali social per non perdere i prossimi appuntamenti e scoprire le nuove ricette spaziali di Space Bun Fight!